Valpolicella Superiore D.O.C.  -  Comaroto - vaigustando

Valpolicella Superiore D.O.C.

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Valpolicella Superiore D.O.C.  -  Comaroto - vaigustando

Valpolicella Superiore D.O.C.

Prodotto in Veneto
DOC
Prodotto Carbon Neutral
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Disponibile
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Il Prodotto in Breve

✓ Annata 2021 

✓ Vitigni: Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina, Oseleta

✓ Ottenuto dall’incontro armonico tra uve fresche (70%), che conferiscono vivacità e uve appassite (30%), che danno profondità e morbidezza.

✓ Affinamento: 24 mesi in tonneaux + 24 mesi in bottiglia

✓ Note di incenso, fumo e selce che si intrecciano ad aromi di amarena matura e lampone.

✓ Equilibrio perfetto tra concentrazione e freschezza, con grande bevibilità

✓ Ideale con primi strutturati, carni rosse e piatti della tradizione

Tra le colline di Illasi (VR) nasce Comaroto, l'eccellenza vinicola firmata Dal Forno Bros. Illasi, nel cuore della Valpolicella orientale, si estende ai piedi dei Monti Lessini, in una delle zone vinicole più affascinanti del Veneto. I terreni calcareo-argillosi danno vita a vini strutturati e di grande eleganza, come l’Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Superiore, simboli della tradizione enologica locale. Il paesaggio è caratterizzato da dolci colline, vigneti ordinati e antiche corti rurali, con il castello medievale che domina e racconta la storia di un territorio in cui il tempo sembra essersi fermato. Accarezzate dalla brezza dei Monti Lessini e nutrite dai terreni marnosi delle nostre colline, le uve maturano lentamente, arricchendosi di aromi e armonia. Da questo equilibrio nasce il nostro vino, espressione autentica dell’anima della Valpolicella.

Il nostro Valpolicella Superiore D.O.C. vuole essere diverso, vuole distinguersi con naturalezza. Una diversa espressione della stessa grande tradizione: per questo adottiamo i medesimi criteri qualitativi e la stessa cura meticolosa che riserviamo all’Amarone. È un modo di lavorare che non cambia con la tipologia del vino, ma rimane coerente nella ricerca di equilibrio, eleganza ed autenticità. Da questa filosofia prende vita un Valpolicella nuovo, più snello e coinvolgente, ottenuto dall’incontro armonico tra uve fresche (70%), che conferiscono vivacità e uve appassite (30%), che danno profondità e morbidezza.

Dal 10 settembre al 15 ottobre vengono raccolti a mano solo i grappoli migliori e viene effettuata una cernita meticolosa manuale per eliminare tutti gli acini che non soddisfano i nostri standard. Le uve così selezionate vengono in parte pigiate immediatamente e in parte lasciate riposare per diverse settimane in un grande locale aperto, dove un sistema di ventilazione aiuta a mantenere un flusso d'aria elevato e costante. Verso fine novembre, la porzione di uva che effettua l'appassimento, viene cernita nuovamente per assicurarci che non ci siano acini avariati e quindi avviata verso la fase di pigiatura.

La fermentazione avviene poi in serbatoi di acciaio ad una temperatura controllata di 28° circa, dove un innovativo sistema computerizzato consente la follatura automatica delle bucce per un periodo di 15 giorni circa. Dopo il processo di travaso, il Valpolicella sosta per alcuni giorni in serbatoi di acciaio inox che consentono la decantazione e successivamente viene posto in tonneaux a maturare per 24 mesi.La fase finale prevede l'assemblaggio di tutte le botti e la creazione di una massa unica che verrà messa in bottiglia e lasciata affinare per ulteriori 24 mesi prima del rilascio sul mercato.

Colore rubino intenso e saturo. Un profumo profondo e accattivante, con note di incenso, fumo e selce che si intrecciano ad aromi di amarena matura e lampone. Questo vino imponente e avvolgente riesce nell'impresa di rimanere leggero dal primo all'ultimo sorso grazie alla sua acidità armoniosa.

Scheda Prodotto:

Denominazione: Valpolicella Superiore DOC Annata 2021

Vitigno: Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta e Croatina

Zona di produzione: Colline di Illasi (Verona) altitudine 160-220 metri.

Età dei vigneti: 20–40 anni.

Caratteristiche del terreno: 40% calcare, 30% limo, 30% argilla.

Raccolta: Dal 10 settembre al 15 ottobre vengono raccolti a mano solo i grappoli migliori e viene effettuata una cernita meticolosa per eliminare tutti gli acini che non soddisfano i nostri standard. Le uve selezionate vengono poi collocate in plateaux e lasciate riposare per diverse settimane in grandi locali aperti, dove un sistema di ventilazione aiuta a mantenere un flusso d'aria elevato e capillare.

Pigiature: La pigiatura avviene solitamente ai primi di dicembre, dopo un'ulteriore selezione manuale che effettuiamo, grappolo per grappolo, per eliminare eventuali acini che si sono deteriorati durante il periodo di appassimento.

Fermentazione: La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio a una temperatura controllata di circa 28°, con un sistema computerizzato che consente la follatura automatica per un periodo di circa 15 giorni, compresa la macerazione finale di due giorni.

Affinamento: Dopo la decantazione a metà gennaio, l'Amarone, che contiene ancora alcuni zuccheri residui, viene trasferito in barriques nuove, dove inizia un lento processo di fermentazione che può protrarsi per diversi mesi. Il periodo di affinamento in legno ha una durata complessiva di 24 mesi.

Imbottigliamento: L'ultima fase del processo produttivo ha luogo una volta terminato l'assemblaggio delle barriques e ottenuta la massa finale. Il vino viene quindi imbottigliato e lasciato invecchiare per altri 24 mesi prima di essere immesso sul mercato.

Note organolettiche: Sottili sentori aromatici, che spaziano dall’amarena al mirtillo al cioccolato, anticipano l’espressione opulenta del frutto maturo che scorre in bocca con esilarante persistenza. Sfumature di tartufo, tabacco e cuoio nuovo avvolgono il finale.

Gradazione alcolica: 13,5%

Temperatura di servizio: 16–18°C.

Abbinamenti: Brasati, selvaggina, carni rosse importanti, formaggi stagionati e piatti strutturati.

Filosofia produttiva: La filosofia produttiva di Comaroto adotta un approccio purista, legato alla terra, alla tradizione e al rispetto della materia prima, con l’obiettivo di valorizzare l’identità delle singole uve attraverso un lavoro manuale attento e curato in ogni dettaglio.

 

Il Territorio

Tra Verona e le colline che guardano il Garda, una valle di pietra, vigne e memoria accoglie l’essenza più autentica del vino veneto.

Situata tra Verona e il Lago di Garda, la Valpolicella è un mosaico di colline, vigneti e borghi in pietra che raccontano secoli di civiltà, di lavoro e di bellezza. È una valle che respira il ritmo della terra, dove ogni stagione ha un profumo e ogni gesto conserva un sapere antico. Il nome “Valpolicella” deriva probabilmente dal latino vallis poli cellae, “valle dalle molte cantine”: un destino scritto sin dalle origini, quando già in epoca romana il vino era parte integrante della vita e della cultura di queste colline. Le prime testimonianze di coltivazione della vite risalgono al I secolo d.C., e nel corso dei secoli il vino della Valpolicella è divenuto simbolo di un’arte paziente, tramandata di generazione in generazione. Tra le pievi romaniche, le corti rurali e le ville venete, si legge la stratificazione di una storia che ha saputo unire nobiltà e contadini, fede e lavoro, terra e spirito. Ogni pietra, ogni filare, ogni borgo come Fumane, Marano, Negrar o San Pietro in Cariano, racconta di una comunità che ha costruito la propria identità attorno al vino.

La Valpolicella è un territorio unitario ma complesso, articolato in tre grandi aree, ciascuna con un carattere distinto che contribuisce all’armonia complessiva dei suoi vini.

La Valpolicella Classica, la più antica e conosciuta, comprende i comuni storici di Fumane, Marano, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella. Qui la vite cresce su suoli calcarei e marne bianche, in un paesaggio di straordinaria bellezza. È la culla dell’Amarone e del Recioto, vini intensi e complessi, nati da un equilibrio perfetto tra natura, tecnica e intuizione umana.

La Valpantena, situata più a est, è una valle verde e armoniosa, dove i vigneti si alternano a oliveti e boschi. È definita la “valle di tutti i doni”, grazie alla sua esposizione ideale e ai suoli ricchi di minerali. I vini qui esprimono eleganza, freschezza e verticalità: un’altra voce, più sottile ma altrettanto profonda, nel grande coro della Valpolicella.

La Valpolicella Orientale, che abbraccia i comuni di Mezzane, Illasi e Cazzano di Tramigna, si distingue per la forza e la struttura dei suoi vini. I terreni di origine vulcanica e il clima più secco donano rossi potenti, di carattere e grande longevità, capaci di rappresentare il lato più deciso e contemporaneo della tradizione.

Il paesaggio della Valpolicella è un museo a cielo aperto. Le ville venete del Rinascimento, costruite dalle famiglie nobili veronesi, si alternano a pievi romaniche come San Giorgio di Valpolicella, uno dei luoghi più antichi e suggestivi del territorio. Le corti rurali in pietra raccontano invece la vita contadina, la fatica e la gioia di un mestiere che ancora oggi si riconosce nei gesti quotidiani dei vignaioli. In Valpolicella il tempo è il vero protagonista: il tempo dell’appassimento, quando le uve vengono adagiate nei fruttai e l’aria dell’inverno le asciuga lentamente, concentrandone profumi e sapori; il tempo della fermentazione e dell’attesa, che trasforma il mosto in vino; il tempo della memoria, che lega ogni annata alla successiva come i capitoli di una stessa storia. L’Amarone, il Recioto e il Valpolicella Superiore non sono solo vini, ma forme di racconto: storie di mani, di pazienza e di visione. Ogni bottiglia racchiude l’essenza di questa valle: la forza della pietra, la dolcezza dei colli, la sapienza dell’uomo. Oggi la Valpolicella è una delle zone vitivinicole più prestigiose d’Italia, ma resta fedele alla sua anima autentica. Le nuove generazioni di produttori hanno saputo innovare con rispetto, mantenendo viva la cultura della vigna e della comunità. Ogni cantina, piccola o grande, custodisce la stessa consapevolezza: che il vino, qui, non nasce solo dalla terra, ma dall’incontro tra memoria, identità e tempo. La Valpolicella è una valle che non smette di insegnare il valore della lentezza, dell’ascolto e della continuità. È un luogo dove il vino non si beve soltanto: si vive.

Il Produttore

Ci sono storie che si scrivono da sole; storie che non hanno bisogno di introduzioni ampollose o frasi d’effetto. Comaroto è una di quelle storie. Una storia che valorizza il tempo che è stato — il suo passare lento, inesorabile e rievocativo — per apprezzarne ogni anfratto, ogni insegnamento, e trasformarlo oggi in un vino che porta dentro di sé l’essenza di un passato autentico. Si cercava un nome che ricordasse i nonni, gli antenati, e che al tempo stesso potesse ripercorrere le loro fatiche e la loro vita: tempi in cui si lavorava con le mani, con la testa bassa, senza scorciatoie. Valori semplici, assoluti: onestà e lavoro. Valori che oggi, spesso, sembrano in contrasto con il tempo presente. Da questa ricerca nasce Comaroto, un nome che affonda le sue radici nel soprannome del nonno Ernesto Dal Forno, figlio di Erminia Danzi, levatrice della Val d’Illasi nei primi del Novecento. Il termine “Comare”, nel dialetto locale, divenne “Comaroto”: un soprannome che si tramandò in famiglia e che oggi è diventato simbolo di riconoscenza, memoria e radici.

Winemaker, cellarmaster, enologo — termini moderni e spesso altisonanti che dominano il linguaggio del vino di pregio. Ma Comaroto nasce proprio per ricordare ciò che viene prima: la campagna, la vigna, il lavoro fisico, la cura quotidiana della terra. Oggi, troppo spesso, la parte manuale è delegata, considerata secondaria, mentre è lì che prende forma la vera poesia del vino. Comaroto sceglie di fare un passo indietro per distinguersi da ogni contesto: valorizza la parte primaria del processo, quella in cui la materia prima diventa racconto. Gli Amarone e Valpolicella Comaroto sono il risultato di questa filosofia: vini che portano con sé l’etica del lavoro, l’autenticità delle origini e il rispetto per il tempo. Ogni grappolo è selezionato, ogni passaggio controllato con rigore. Non per inseguire uno stile, ma per restituire la verità del luogo e della storia da cui proviene. E se c’è un bagaglio che vale più di ogni altro, è quello appreso accanto a Romano Dal Forno: il metodo, la precisione, la costanza, la consapevolezza che la materia prima è tutto.

Oggi Michele e Luca, figli di Romano, con la loro società Dal Forno Bros., hanno trasformato quel patrimonio umano e tecnico in un progetto nuovo, fortemente identitario. Comaroto è il loro omaggio alla famiglia, alla valle e alla gestualità delle origini. È il punto di incontro tra la memoria e il futuro, tra la cultura contadina e la maestria enologica. Da adulti si ricordano aneddoti non scontati: le serate in famiglia al casolare, il dopocena passato ad aiutare, tappare bottiglie, infilare cartoni, etichettare a mano. Esperienze che oggi si rivivono come frammenti di un’educazione affettiva e sensoriale. C’erano la stufa accesa, il profumo del vino, la scuola il mattino dopo. Eppure nessuno lo percepiva come fatica. Era gioco, era appartenenza, era l’inizio inconsapevole di un mestiere. Quel modo di vivere il lavoro — fatto di rispetto, curiosità e disciplina naturale — è diventato la matrice stessa del metodo Dal Forno, tramandato oggi in Comaroto. Comaroto non è un semplice marchio, ma un racconto: il ponte tra l’infanzia e la maturità, tra la manualità e la conoscenza, tra la memoria e la visione. Sotto la guida di Dal Forno Bros., il progetto rappresenta l’evoluzione naturale di una tradizione familiare che ha reso la Val d’Illasi un simbolo internazionale di qualità e autenticità. Un nome che nasce dalle radici per guardare avanti, con la stessa serietà e lo stesso rispetto che hanno sempre guidato chi, in quella valle, il vino ha imparato a farlo con le mani e con il cuore.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

Il reso dei prodotti è possibile fino a 14 giorni dal ricevimento della merce. Maggiori informazioni sulle modalità nella pagina Diritto di Recesso

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