Garda DOC

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Il Garda è una denominazione di origine controllata, approvata nel 1996, nelle province di Verona, Mantova e Brescia. Comprende tipologie bianco, rosso, rosato, passito, frizzante e spumante, da uve come Garganega, Chardonnay, Pinot grigio, Corvina, Corvinone e Merlot.

Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.

Caratteristiche

Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.

Garda bianco

Colore
«giallo paglierino più o meno intenso, tendente talvolta al giallo verdolino»
Odore
«delicato, fine, con profumi di fiori bianchi e/o frutta a polpa bianca»
Sapore
«da secco ad abboccato, armonico, pieno, di frutta a polpa bianca talvolta abboccato»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

Garda Garganega

Colore
«giallo paglierino, talvolta tendente al giallo verdolino»
Odore
«fine, con sentori di frutta a polpa bianca»
Sapore
«fresco, armonico, da secco ad abboccato»
Titolo alcolometrico minimo
9,00% vol (totale)

Art. 6

Garda Pinot grigio

Colore
«giallo paglierino, talvolta ramato o leggermente rosa»
Odore
«gradevole, fine, con sentori di frutta a polpa bianca»
Sapore
«fresco, armonico da secco ad abboccato»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

Garda Chardonnay

Colore
«giallo paglierino più o meno intenso»
Odore
«gradevole, con sentore di fiori bianchi e frutta esotica»
Sapore
«fresco, sapido, armonico, da secco ad abboccato»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

Garda rosso

Colore
«rosso rubino più o meno intenso»
Odore
«vinoso, con profumi di confettura di frutti rossi»
Sapore
«armonico, moderatamente acidulo, da secco ad abboccato»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

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Territorio

Il lago di Garda è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È orientato da nord a sud verso la Pianura Padana ed è posto in parallelo all'Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. Il lago si trova tra tre regioni: Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di Verona) e Trentino-Alto Adige (provincia di Trento). Il bacino idrografico, di 2290 km², è di dimensioni limitate rispetto alla superficie del lago, che è lungo 52 km e largo 16 km. La temperatura media delle acque superficiali è di 12 °C, con un minimo di 6 °C a dicembre e un massimo di 27 °C ad agosto.1

Il lago di Garda fa parte della zona climatica che comprende la Pianura Padana e le prime valli alpine, con un clima temperato-continentale che localmente risulta mitigato dalla massa d'acqua, assumendo caratteri sub-mediterranei. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, mentre l'estate è asciutta e interrotta da temporali, specialmente nel mese di agosto. In inverno le temperature sono meno rigide rispetto alle zone circostanti, le precipitazioni sono scarse e le nebbie solo in poche occasioni invadono il basso lago. Il luogo con le temperature più miti è Malcesine, mentre quello con temperature più rigide e un clima più continentale è Peschiera del Garda. L'ultimo episodio di gelo delle rive del lago risale al 1706, in un periodo di freddo generale noto come piccola era glaciale.1

Sul lago spirano diverse brezze e venti periodici. Il vento più noto è il Sover, un vento discendente che soffia dalle prime ore della notte, si rafforza al sorgere del sole e spira fino a circa mezzogiorno. Il Montis spira dal monte Baldo verso Bardolino e Peschiera, mentre il Traersù scende dalle prealpi bresciane verso Moniga e Manerba. L'Ora è una brezza di valle che spira da sud poco dopo la caduta del Sover fino al tramonto e interessa specialmente il medio e l'alto Garda. L'Ander investe tutta la parte inferiore del lago. Il Balì è un vento freddo periodico, con durata media di tre giorni, che soffia in genere in primavera o in autunno ed è il più violento tra quelli che colpiscono il lago. Il Vinessa soffia umido e fresco da sud-est.1

La zona di produzione della denominazione Garda si estende sulle province di Verona, Mantova e Brescia. In provincia di Verona comprende per intero i comuni di Bardolino, Castelnuovo del Garda, Cazzano di Tramigna, Garda, Illasi, Lazise, Mezzane di Sotto, Montecchia di Crosara, Roncà, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Giovanni Ilarione, San Pietro in Cariano e Tregnago, e in parte il territorio di altri comuni.1

In provincia di Mantova comprende per intero i comuni di Monzambano e Ponti sul Mincio, e in parte i comuni di Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Solferino e Volta Mantovana. In provincia di Brescia comprende per intero i comuni di Limone sul Garda, Tremosine sul Garda, Tignale, Gargnano, Vobarno, Toscolano-Maderno, Gardone Riviera, Salò, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Gavardo, San Felice del Benaco, Puegnago del Garda, Muscoline, Manerba del Garda, Polpenazze del Garda, Moniga del Garda, Soiano del Lago, Calvagese della Riviera, Padenghe sul Garda, Bedizzole, Lonato del Garda, Desenzano del Garda, Pozzolengo e Sirmione, e in parte il comune di Castenedolo.1

I vini Garda accompagnati dalla specificazione di un vitigno sono riservati ai vini ottenuti in ambito aziendale da vigneti costituiti per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni; fino a un massimo del 15% possono concorrere uve di altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona. Per le tipologie rosso e rosato o rosé, i vigneti devono presentare, nell'ambito aziendale, una composizione ampelografica di Corvina e/o Corvinone e/o Merlot e/o Cabernet Sauvignon e/o Cabernet franc e/o Carmenère e/o Pinot nero, da soli o congiuntamente, per almeno il 50%. Fra le varietà a bacca bianca, le più intensamente coltivate sono Garganega, Chardonnay e Pinot grigio.1

Nella coltivazione è vietata ogni pratica di forzatura, mentre è consentita l'irrigazione di soccorso. Per la produzione dei vini Garda bianco passito e rosso passito si attua la cernita delle uve in vigneto secondo gli usi tradizionali, mettendo a riposo un quantitativo di uve non superiore al 65% della produzione massima a ettaro; la resa massima dell'uva in vino finito per queste tipologie non deve superare il 50%. Le uve messe ad appassire per tali vini non possono essere vinificate prima del 15 novembre; quando le condizioni climatiche lo rendono necessario, le Regioni Lombardia e Veneto possono autorizzare l'inizio delle operazioni in data antecedente.1

Le tipologie frizzante e spumante devono essere elaborate attuando esclusivamente il processo della fermentazione naturale. Nell'elaborazione dei vini Garda seguiti dalla specificazione di vitigno è consentita l'aggiunta di mosti o vino dello stesso colore, appartenenti alla medesima denominazione anche di annate diverse, nel limite massimo del 15%, purché il vigneto del vitigno indicato sia coltivato in purezza o le uve delle varietà complementari non superino nel complesso la stessa percentuale.1

Le operazioni di vinificazione delle uve, comprese quelle di appassimento, devono essere effettuate all'interno della zona di produzione; tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate entro l'intero territorio delle province di Brescia, Mantova e Verona. Tali operazioni possono essere effettuate anche in cantine aziendali o associate site nei comuni di Gambellara e Montecchio Maggiore, purché alla data di approvazione del disciplinare dimostrino all'Organismo di controllo di aver vinificato uve provenienti da vigneti idonei alla denominazione. Le operazioni di elaborazione dei vini spumante e frizzante, incluse le pratiche enologiche per la presa di spuma, per la stabilizzazione e per la dolcificazione ove ammessa, possono essere effettuate nell'intero territorio amministrativo delle regioni Lombardia e Veneto e delle regioni a esse confinanti.1

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Storia

Secondo il disciplinare, furono gli Etruschi, nel V secolo a.C., a introdurre nel bresciano la coltivazione della vite addomesticata. In epoca romana il lago era conosciuto come Benaco, mentre oggi è meglio noto come lago di Garda. Secondo alcune fonti, già nel I secolo il vino gardesano era noto e si poteva trovare nei banchetti dei Romani con il nome di Vino Retico.1

Il toponimo Garda, con cui è chiamato il lago, è attestato già in alcuni documenti dell'VIII secolo. Il disciplinare della denominazione Garda è stato approvato con decreto ministeriale dell'8 ottobre 1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 dell'8 novembre 1996.1

Servizio

Nella presentazione e designazione dei vini Garda, con l'esclusione delle tipologie spumante e frizzante, è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve. Nell'etichettatura e nella presentazione del vino Garda bianco spumante è fatto obbligo di omettere il riferimento al colore bianco.1

Le tipologie Garda bianco, rosso e rosato possono essere immesse al consumo anche in fusti della capacità fino a trenta litri. Il vino Garda spumante deve essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro fino a 18 litri. Per le bottiglie di spumante di capacità fino a 0,200 litri è consentito anche il tappo a vite.1

Le tipologie Garda bianco e rosso passito possono essere immesse al consumo solo dopo il 1° settembre dell'anno successivo alla vendemmia.1

Zona di produzione

Mappa dei comuni della zona di produzione
Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0).

Comuni della zona

  • Affi
  • Badia Calavena
  • Bardolino
  • Brentino Belluno
  • Bussolengo
  • Caldiero
  • Caprino Veronese
  • Castelnuovo del Garda
  • Cavaion Veronese
  • Cazzano di Tramigna
  • Cerro Veronese
  • Colognola ai Colli
  • Costermano sul Garda
  • Dolcè
  • Fumane
  • Garda
  • Grezzana
  • Illasi
  • Lavagno
  • Lazise
  • Marano di Valpolicella
  • Mezzane di Sotto
  • Montecchia di Crosara
  • Monteforte d'Alpone
  • Negrar di Valpolicella
  • Pastrengo
  • Pescantina
  • Peschiera del Garda
  • Rivoli Veronese
  • Roncà
  • San Bonifacio
  • San Giovanni Ilarione
  • San Martino Buon Albergo
  • San Mauro di Saline
  • San Pietro in Cariano
  • Sant'Ambrogio di Valpolicella
  • Soave
  • Sommacampagna
  • Sona
  • Torri del Benaco
  • Tregnago
  • Valeggio sul Mincio
  • Verona
  • Vestenanova
  • Villafranca di Verona
  • Bedizzole (Lombardia)
  • Calvagese della Riviera (Lombardia)
  • Castenedolo (Lombardia)
  • Castiglione delle Stiviere (Lombardia)
  • Cavriana (Lombardia)
  • Desenzano del Garda (Lombardia)
  • Gardone Riviera (Lombardia)
  • Gargnano (Lombardia)
  • Gavardo (Lombardia)
  • Limone sul Garda (Lombardia)
  • Lonato del Garda (Lombardia)
  • Manerba del Garda (Lombardia)
  • Moniga del Garda (Lombardia)
  • Monzambano (Lombardia)
  • Muscoline (Lombardia)
  • Padenghe sul Garda (Lombardia)
  • Polpenazze del Garda (Lombardia)
  • Ponti sul Mincio (Lombardia)
  • Pozzolengo (Lombardia)
  • Puegnago del Garda (Lombardia)
  • Roè Volciano (Lombardia)
  • Salò (Lombardia)
  • San Felice del Benaco (Lombardia)
  • Sirmione (Lombardia)
  • Soiano del Lago (Lombardia)
  • Solferino (Lombardia)
  • Tignale (Lombardia)
  • Toscolano-Maderno (Lombardia)
  • Tremosine sul Garda (Lombardia)
  • Villanuova sul Clisi (Lombardia)
  • Vobarno (Lombardia)
  • Volta Mantovana (Lombardia)

Nella stessa zona

Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.

Domande frequenti

Quali vitigni compongono i vini Garda rosso e rosato?

Sono ottenuti da vigneti con una composizione ampelografica di Corvina e/o Corvinone e/o Merlot e/o Cabernet Sauvignon e/o Cabernet franc e/o Carmenère e/o Pinot nero, da soli o congiuntamente, per almeno il 50%.

Che percentuale minima del vitigno indicato devono avere i vini Garda monovarietali?

Devono provenire per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni; fino a un massimo del 15% possono concorrere uve di altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.

Quando è stato approvato il disciplinare della DOC Garda?

Con decreto ministeriale dell'8 ottobre 1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 dell'8 novembre 1996.

In quali province si estende la zona di produzione del Garda?

Nelle province di Verona, Mantova e Brescia, con i comuni specificamente indicati dal disciplinare, in parte compresi per intero e in parte solo in parte.

Quando possono essere immessi al consumo i vini Garda bianco e rosso passito?

Solo dopo il 1° settembre dell'anno successivo alla vendemmia.

Qual è il titolo alcolometrico volumico totale minimo previsto per le diverse tipologie Garda?

Varia secondo la tipologia. Alcuni esempi: 10,50% vol per Garda Pinot Grigio, Garda Chardonnay e Garda Rosso; 11,50% vol per Garda Cabernet Sauvignon e Garda Merlot; 11,00% vol per Garda Pinot Nero; 14,00% vol, di cui almeno 12,00% vol svolto, per Garda Bianco Passito e Garda Rosso Passito.

Cantine della denominazione

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Fonti

  1. Disciplinare di produzione Garda DOC (MASAF)
  2. Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)

Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.