Ci sono progetti che nascono da una lunga storia familiare e altri che prendono forma dalla scelta di tornare alle proprie radici per costruire qualcosa di nuovo. Masiero Wine appartiene a questa seconda storia. La cantina nasce nel 2023 dall'idea di Mattia Masiero, giovane enologo che, dopo diverse esperienze in Italia e all'estero, sceglie di tornare sui Colli Berici (VI) e partire dai vigneti di famiglia per dare vita a un progetto personale. Una cantina giovane, dunque, ma profondamente legata alla terra da cui nasce, costruita intorno a un principio essenziale: lasciare che siano uva, vigneto e annata a definire l'identità del vino.
Territorio. Qualità. Innovazione. Sono le tre parole con cui Masiero racconta il proprio lavoro. L'innovazione, però, non coincide con la ricerca della tecnologia fine a se stessa. È piuttosto un modo contemporaneo di guardare alla viticoltura, recuperando pratiche essenziali e accompagnandole con la conoscenza e la sensibilità di una nuova generazione di vignaioli. Mattia segue personalmente il percorso dalla vigna alla cantina, cercando vini diretti, riconoscibili e capaci di mantenere un legame preciso con il luogo da cui provengono.

Mossano e i Colli Berici
I vigneti di Masiero si trovano a Mossano, nel cuore dei Colli Berici, in provincia di Vicenza. Sono circa 3,5 ettari di vigne inseriti in un paesaggio collinare dove boschi, coltivazioni e aree naturali costruiscono un ambiente ricco di biodiversità. La cantina si trova invece a Lumignano, sul versante orientale dei Berici, dove le uve vengono trasformate seguendo personalmente ogni fase della vinificazione.
I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline e custodiscono una geologia complessa, nella quale la roccia calcarea assume un ruolo fondamentale accanto ad argille rosse e, in alcune aree, formazioni basaltiche di origine vulcanica. Altitudine, esposizioni, ridotta piovosità e importanti escursioni termiche contribuiscono a creare condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura e soprattutto alla produzione di vini rossi di carattere.
È in questo ambiente che Masiero cerca la propria identità: non imponendo uno stile al territorio, ma cercando di comprenderne le differenze e di trasferirle nel vino attraverso un lavoro poco invasivo.

Tai Rosso: le radici dei Colli Berici
Tra le varietà coltivate sui Colli Berici ce n'è una che più di ogni altra racconta l'identità di queste colline: il Tai Rosso. Conosciuto in passato come Tocai Rosso, appartiene alla stessa famiglia genetica del Grenache francese, della Garnacha spagnola e del Cannonau sardo, ma nel Vicentino ha sviluppato nel corso dei secoli una propria identità profondamente legata al territorio.
È una varietà che ama luce e calore e che trova condizioni particolarmente favorevoli nei terreni più magri e asciutti dei Berici. Tradizionalmente dà vini dal colore rubino non eccessivamente intenso, fragranti e caratterizzati dal frutto rosso, dalle spezie e da una trama tannica delicata. Ma è soprattutto la sua capacità di assumere sfumature differenti a seconda del vigneto e della vinificazione a renderlo uno dei vitigni più interessanti del territorio.
Per Masiero il Tai Rosso non rappresenta semplicemente una varietà da coltivare: diventa uno degli strumenti principali attraverso cui raccontare i Colli Berici. Due vini ne interpretano anime differenti: Radici e Retai.
Radici e Retai: due interpretazioni del Tai Rosso
Il nome Radici racchiude già il significato del vino. È il legame con il luogo da cui Mattia proviene e con una varietà che appartiene alla memoria viticola dei Colli Berici. Le uve vengono raccolte manualmente e fermentano in acciaio con lieviti indigeni e pied de cuve. La macerazione sulle bucce dura dodici giorni, accompagnata da follature manuali; il vino prosegue poi il proprio percorso con 12 mesi in barrique di terzo passaggio e altri 6 mesi in bottiglia. Un'interpretazione del Tai Rosso che cerca profondità e capacità evolutiva senza perdere il carattere del vitigno.
Retai percorre invece una strada differente. Il nome nasce dall'idea di un ritorno al passato che continua a guardare verso il futuro: perché, nella visione di Masiero, a volte per andare avanti è necessario guardare indietro. Le vigne sono allevate a Guyot su una collina di Mossano, la raccolta è manuale e anche qui la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e al pied de cuve. La macerazione è più breve, cinque giorni sulle bucce, mentre l'affinamento avviene per sei mesi esclusivamente in acciaio.
Sono così due letture dello stesso vitigno e dello stesso territorio: una più profonda e costruita attraverso il tempo, l'altra più immediata e orientata alla purezza del frutto. In entrambe rimane centrale la volontà di lasciare riconoscibile il Tai Rosso dei Colli Berici.
Meno intervento, più identità
La stessa filosofia accompagna tutto il lavoro di Masiero Wine. La raccolta e gran parte delle operazioni vengono effettuate manualmente, mentre in cantina le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni. L'utilizzo del pied de cuve permette di accompagnare l'avvio della fermentazione senza ricorrere a lieviti selezionati, mentre le aggiunte vengono mantenute al minimo.
Non è una ricerca dell'imperfezione né una scelta ideologica. È piuttosto la volontà di intervenire soltanto quando necessario, mettendo la competenza enologica al servizio dell'uva invece di utilizzarla per costruire uno stile prestabilito.
In questa visione tradizione e innovazione smettono di essere opposti. Guardare indietro significa recuperare manualità, fermentazioni spontanee e attenzione al vigneto; guardare avanti significa interpretare queste pratiche attraverso conoscenza, precisione e consapevolezza contemporanee.

Dai rossi alla Garganega: le diverse anime dei Berici
Il Tai Rosso occupa un posto centrale, ma non esaurisce il racconto di Masiero. La produzione attraversa alcune delle varietà che hanno trovato sui Colli Berici una propria espressione, costruendo una piccola collezione di vini differenti per carattere e vinificazione.
Preludio rappresenta l'inizio del percorso e il primo vino pensato e prodotto da Mattia; Radici e Retai esplorano due volti del Tai Rosso; con Galea e Spettinato entra invece in scena la Garganega, altra varietà profondamente radicata nella viticoltura vicentina. Spettinato ne interpreta anche il volto più immediato e anticonvenzionale attraverso una versione frizzante col fondo, non filtrata e non sboccata.
Non una gamma costruita per seguire uno schema, quindi, ma vini che nascono dalla volontà di sperimentare intorno alle varietà e ai vigneti disponibili, mantenendo sempre riconoscibile il punto di partenza: i Colli Berici.

Masiero Wine è una cantina giovane che ha scelto di ripartire dalle proprie radici. Nei vigneti di Mossano, Mattia Masiero interpreta i Colli Berici attraverso fermentazioni spontanee, lavoro manuale e interventi essenziali. Al centro, il Tai Rosso: vitigno simbolo di queste colline e filo conduttore di un progetto che guarda al futuro senza dimenticare da dove viene.
Territorio. Qualità. Innovazione. Tre parole che sintetizzano una cantina nata nel 2023 ma costruita su qualcosa di molto più antico: il rapporto tra una famiglia, le proprie vigne e i Colli Berici. Dal Tai Rosso di Radici e Retai alla Garganega, fino alle altre interpretazioni della cantina, Masiero Wine racconta una nuova generazione del vino vicentino, nella quale conoscenza enologica e rispetto della materia prima diventano strumenti per raggiungere un obiettivo semplice e ambizioso: lasciare che sia il territorio a parlare attraverso il vino.