Corti Benedettine del Padovano DOC
«Corti Benedettine del Padovano» è una denominazione di origine controllata che si estende nella parte sud-orientale della provincia di Padova e nella parte meridionale della provincia di Venezia. Nel XII secolo il Vescovo di Padova assegnò le prime proprietà agricole ai monaci benedettini. La denominazione è stata approvata con decreto ministeriale del 21 giugno 2004.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Corti Benedettine del Padovano bianco
- Colore
- «giallo paglierino»
- Odore
- «dal profumo caratteristico»
- Sapore
- «asciutto, sapido, fine, vellutato»
- Titolo alcolometrico minimo
- 10,50% vol (totale)
Art. 6
Corti Benedettine del Padovano rosso
- Colore
- «rosso rubino da giovane, tendente al granato con l'invecchiamento»
- Odore
- «intenso, con profumo caratteristico»
- Sapore
- «asciutto, intenso, vellutato, armonico»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11,00% vol (totale)
Art. 6
Corti Benedettine del Padovano Tai
- Colore
- «giallo paglierino più o meno intenso, talvolta tendente al verdognolo»
- Odore
- «dal profumo caratteristico»
- Sapore
- «asciutto, fresco, armonico»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11,00% vol (totale)
Art. 6

Territorio
L'area di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Corti Benedettine del Padovano» si estende nella parte sud-orientale della provincia di Padova e nella parte meridionale della provincia di Venezia.1
La zona comprende per intero i territori dei comuni di Agna, Anguillara Veneta, Arre, Arzergrande, Bagnoli di Sopra, Bovolenta, Brugine, Candiana, Cartura, Casalserugo, Conselve, Due Carrare, Legnaro, Maserà di Padova, Pernumia, Piove di Sacco, Polverara, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Sant'Angelo di Piove di Sacco, San Pietro Viminario, Terrassa Padovana e Tribano, e in parte i comuni di Albignasego, Battaglia Terme, Codevigo, Correzzola, Monselice e Pozzonovo, in provincia di Padova, oltre a parte dei comuni di Cona e Cavarzere, in provincia di Venezia.1
Il territorio è pianeggiante e si è formato in epoche geologiche per effetto dei sedimenti di quattro fiumi, il Po, l'Adige, il Bacchiglione e il Brenta; i terreni, di origine alluvionale, risultano fertili e ricchi di sostanze organiche, con una percentuale di limo maggiore rispetto ai terreni di altre zone non alluvionali.1
In passato il territorio era ricoperto di boschi e invaso da paludi, soggetto alle esondazioni dei fiumi Adige, Brenta e Bacchiglione.1
Il clima si presenta temperato mediterraneo, con estati calde e inverni miti; brezze marine e bora arrivano periodicamente nell'area e impediscono il ristagno dell'umidità, specialmente d'estate.1
Per i vigneti della denominazione sono da escludere i terreni torbosi ed eccessivamente sabbiosi; il Raboso Piave viene coltivato nei terreni argillosi, mentre i vitigni a bacca bianca sono destinati ai terreni tendenzialmente sabbiosi.1

Storia
Nel XII secolo il Vescovo di Padova assegnò le prime proprietà agricole ai monaci benedettini, perché avessero di che vivere in cambio della cura ai pellegrini che visitavano il luogo del martirio di Santa Giustina, a Padova.1
Il vino, ottenuto in abbondanza dai vigneti delle Corti, divenne uno dei principali prodotti di scambio con le città di Padova e di Venezia; quest'ultima ne fece ampio commercio nei porti del Mediterraneo.1
La denominazione di origine controllata è stata approvata con decreto ministeriale del 21 giugno 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2004.1
Servizio
L'indicazione dell'annata in etichetta è obbligatoria per i vini riserva, novello e passiti. Possono portare la menzione riserva i vini Cabernet, Cabernet Sauvignon, Raboso e Refosco dal peduncolo rosso sottoposti a un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni, di cui almeno 6 mesi in botte di legno, con decorrenza dal 1° novembre dell'annata della vendemmia.1
Per tutti i vini della denominazione confezionati in bottiglie fino a 5 litri è obbligatoria la chiusura con tappo raso bocca, mentre per le bottiglie fino a 0,375 litri è consentito il tappo a vite; per la tappatura dei vini spumanti e frizzanti si applicano le norme vigenti in materia.1
Zona di produzione
Comuni della zona
- Agna
- Albignasego
- Anguillara Veneta
- Arre
- Arzergrande
- Bagnoli di Sopra
- Battaglia Terme
- Bovolenta
- Brugine
- Candiana
- Cartura
- Casalserugo
- Cavarzere
- Codevigo
- Cona
- Conselve
- Correzzola
- Due Carrare
- Legnaro
- Maserà di Padova
- Monselice
- Pernumia
- Piove di Sacco
- Polverara
- Ponte San Nicolò
- Pontelongo
- Pozzonovo
- San Pietro Viminario
- Sant'Angelo di Piove di Sacco
- Terrassa Padovana
- Tribano
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Quali vitigni storici sono coltivati in quest'area?
Tra i vitigni storici e autoctoni coltivati figurano il Raboso Piave, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Tai (Tocai friulano) e i Moscati.
Dove possono avvenire le operazioni di vinificazione?
Le operazioni di vinificazione devono avvenire all'interno dei comuni compresi, in tutto o in parte, nella zona di produzione, ma per situazioni tradizionali è consentito effettuarle nell'ambito dell'intera provincia di Padova; per i vini spumanti e frizzanti l'elaborazione è consentita in tutto il territorio della regione Veneto.
Con quali uve si produce il bianco?
Il vino con la specificazione «bianco» è ottenuto da Tocai friulano per almeno il 50%, con l'aggiunta di altre varietà a bacca bianca non aromatiche, da sole o insieme, fino a un massimo del 50%.
Come si ottengono lo spumante e il frizzante?
Entrambe le tipologie si ottengono esclusivamente per fermentazione naturale, in bottiglia o in autoclave: lo spumante utilizzando le varietà Chardonnay e Moscato giallo, il frizzante utilizzando la varietà Chardonnay.
Come si ottiene il novello?
Il novello deve essere ottenuto attuando il processo della macerazione carbonica per almeno il 40% delle uve raccolte nei vigneti iscritti all'albo.
Come si ottengono i passiti?
Per il passito da uve Moscato giallo le uve non possono essere ammostate prima del 31 dicembre dell'anno della vendemmia e devono raggiungere un contenuto zuccherino di almeno 270 g/l; per il Raboso passito valgono la stessa data e un contenuto zuccherino di almeno 235 g/l. In caso di situazioni climatiche fuori dall'ordinario la regione, su documentata richiesta degli interessati, può autorizzare l'anticipo della data di inizio dell'ammostamento.
Cantine della denominazione
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Fonti
- Disciplinare di produzione Corti Benedettine del Padovano DOC (MASAF)
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.