Gambellara DOC

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Il Gambellara è una denominazione di origine controllata del Veneto, riconosciuta nel 1970, prodotta nei comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo. La vite vi era probabilmente conosciuta già prima dell'Impero Romano. Il Consorzio tutela tre tipologie di vino, Gambellara, Recioto di Gambellara e Gambellara Vin Santo, l'unico Vin Santo previsto da una DOC del Veneto.

Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.

Caratteristiche

Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.

Gambellara

Colore
«da paglierino a dorato chiaro»
Odore
«leggermente vinoso, con profumo accentuato, caratteristico»
Sapore
«asciutto o talvolta abboccato, delicatamente amarognolo, di medio corpo, armonico, vellutato, con eventuale percezione di legno»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale; 11,50% vol per il classico, 12,00% vol per il superiore)

Art. 6

Gambellara spumante

Colore
«giallo paglierino brillante più o meno intenso»
Odore
«gradevole, caratteristico»
Sapore
«fresco, fine, da extrabrut a dry»
Titolo alcolometrico minimo
11,00% vol (totale)

Art. 6

Gambellara Classico Vin Santo

Colore
«giallo ambrato più o meno carico»
Odore
«profumo intenso, tipico, eventuali sfumature di vaniglia»
Sapore
«dolce, armonico, vellutato, tipico, con eventuale percezione di legno»
Titolo alcolometrico minimo
16% vol (totale)

Art. 6

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Territorio

La zona di produzione dei vini Gambellara comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo, per un totale di quattro comuni.12

Gambellara si trova al confine tra le province di Vicenza e Verona, allo sbocco della valle del Chiampo, sulle ultime propaggini dei Monti Lessini. Il territorio si estende ai piedi del monte Crocetta, un antico vulcano oggi spento.13

L'area della denominazione comprende un vasto settore collinare con creste pianeggianti comprese tra 250 e 350 metri di quota. L'ambito collinare è dominato da terreno di origine vulcanica, di cui è caratteristico il Parco San Marco con i suoi colonnari basaltici. La composizione dei suoli è prettamente basaltica, di origine vulcanica, e la formazione di queste rocce è avvenuta nell'epoca geologica dell'Eocene, a seguito dell'attività vulcanica sottomarina che ha caratterizzato questo periodo. I suoli tendono inoltre ad essere uniformemente argillosi, con affioramenti di rocce sedimentarie calcaree o calcaree marnose.13

I vigneti sono allevati su rilievi collinari a substrato basaltico, con altitudini variabili da 50 a 400 metri sul livello del mare e pendenze dei versanti comprese tra il 10% e il 70%.3

Nella zona le precipitazioni sono abbondanti, superando nel corso dell'anno i 1200 millimetri; i mesi più secchi sono giugno e luglio. L'area è inoltre caratterizzata da escursioni termiche che nella zona pianeggiante possono raggiungere i 14 gradi centigradi.1

Il lavoro di zonazione viticola dell'Università di Padova, concluso nel 2004, ha permesso di distinguere sei cru all'interno della DOC Gambellara: Faldeo, Taibane, Monti di Mezzo, San Marco, Creari e Selva, sottozone con un terroir caratteristico.23

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Storia

Già prima dell'avvento dell'Impero Romano la vite era probabilmente conosciuta per opera degli Atesini e degli Etruschi, che ne furono promotori e diffusori; a questi ultimi è attribuita anche l'introduzione della tradizionale forma di allevamento a pergola, poi diffusa in gran parte dell'Italia nord-orientale.13

Il ritrovamento, in Montebello Vicentino, dei resti di una villa romana del I o II secolo con vinaia e abbondanti vinaccioli documenta la coltivazione della vite nella zona in età romana. Alla fine del primo millennio, sotto la direzione dei monaci Benedettini, la viticoltura di Gambellara ebbe un notevole impulso.1

Testi del 1882 riportano che la viticoltura del comune di Gambellara si praticava da tempo immemorabile, con risultati tali da aver dato fama e rinomanza a quei luoghi.1

Nel 1970 la zona del Gambellara è stata riconosciuta come zona DOC, con DPR del 26 marzo 1970. Nel 1972 è nato il Consorzio Tutela Vini Gambellara e nel 2008 il Recioto di Gambellara, vino dolce da dessert, ha ottenuto la DOCG.12

Nel 2010, grazie alla collaborazione tra il Consorzio Gambellara e la Facoltà di Biotecnologie dell'Università di Verona, è stato riconosciuto un nuovo lievito, prima sconosciuto, responsabile della fermentazione del Vin Santo, denominato Zygosaccharomyces gambellarensis. Nel 2019 il Consorzio ha spostato la propria sede presso il Palazzo del Vino di Lonigo.2

Numeri

Nel 2020, la realtà consortile legata alla denominazione può contare su circa 200 viticoltori e circa 600 ettari di terreno vitato a DOC.2

Servizio

Il vino Gambellara Classico Vin Santo non può essere immesso al consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di due anni, a partire dal 1° gennaio successivo a quello dell'annata di produzione delle uve.1

Denominazioni collegate

Zona di produzione

Mappa dei comuni della zona di produzione
Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0).

Comuni della zona

  • Gambellara
  • Montebello Vicentino
  • Montorso Vicentino
  • Zermeghedo

Nella stessa zona

Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.

Domande frequenti

Quali tipologie di vino rientrano nella denominazione Gambellara?

Il disciplinare prevede il Gambellara, anche nella versione superiore, il Gambellara Classico, il Gambellara Classico Vin Santo e il Gambellara Spumante. Il Recioto di Gambellara è una denominazione distinta, che ha ottenuto la DOCG nel 2008.

Cosa distingue la DOC Gambellara dalle altre denominazioni venete?

Secondo il Consorzio è l'unica DOC del Veneto che prevede un Vin Santo. Per il Gambellara Classico Vin Santo il disciplinare chiede uve appassite fino a un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 16,00% vol e una resa in vino finito non superiore al 40%, contro il 70% del Gambellara e del Gambellara Classico.

Con quali uve si produce il Gambellara?

Con Garganega per almeno l'80%, varietà autoctona a bacca bianca diffusa nel Veneto centro-occidentale che appartiene alla grande famiglia dei Trebbiani; nei vigneti del Gambellara possono essere presenti anche Pinot Bianco, Chardonnay e Trebbiano di Soave fino a un massimo del 20%. Lo stesso minimo di Garganega vale per il Classico e per lo Spumante.

Quale titolo alcolometrico minimo hanno il Gambellara, il Classico e il superiore?

Il disciplinare fissa un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 10,50% vol per il Gambellara, 11,50% vol per il Gambellara Classico e 12,00% vol per il Gambellara superiore; l'estratto non riduttore minimo è rispettivamente di 15, 18 e 19 g/l.

Cantine della denominazione

Arzignano

  • Volcanalia

Costa Volpino

  • Bianchi

Gambellara

  • Cantine Vitevis
  • Casa Vinicola Zonin
  • La Biancara
  • Marchetto
  • Marchetto Giuseppe
  • Maule Giuseppe
  • Maule Luigi
  • Montecrocetta
  • Tenuta Natalina Grandi
  • Vignato Davide
  • Virgilio Vignato
  • Zonin Guido
  • Zonin Roberto
  • Zonin Silvano

Lambrugo

  • Nicolini Salvatore

Marano di Valpolicella

  • Campagnola

Montebello Vicentino

  • Cavazza
  • Dal Maso
  • I Menti
  • La Vigna
  • Pieriboni
  • Sordato Lino
  • Tenuta Maule

Monteforte d'Alpone

  • Cantina Sociale di Monteforte d'Alpone

Montorso Vicentino

  • Cantina Tonello
  • Cielo e Terra

Prevalle

  • Cantine Filisina

Tezze sul Brenta

  • Parol Vini

Trebaseleghe

  • Toser Vini

Fonte: elenco dei produttori del Consorzio di tutela.

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Fonti

  1. Disciplinare di produzione Gambellara DOC (MASAF)
  2. Consorzio Tutela Vini Gambellara, Il consorzio
  3. Consorzio Tutela Vini Gambellara, Territorio
  4. Consorzio Tutela Vini Gambellara, Vini
  5. Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)

Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.