Bardolino Superiore DOCG
Il Bardolino Superiore è una denominazione di origine controllata e garantita, la cui attribuzione da parte del Ministero risale al 1 agosto 2001. La zona di produzione comprende, in tutto o in parte, tra gli altri, i comuni di Bardolino, Garda e Lazise, e la base ampelografica del vino è fondata sulla Corvina veronese.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Bardolino Superiore
- Colore
- «rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento»
- Odore
- «caratteristico»
- Sapore
- «asciutto, sapido, armonico»
- Titolo alcolometrico minimo
- 12,00% vol (totale)
Art. 6

Territorio
La zona di produzione delle uve destinate al Bardolino Superiore comprende, in tutto o in parte, i comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano sul Garda, Cavaion Veronese, Torri del Benaco, Caprino Veronese, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, Peschiera del Garda e Valeggio sul Mincio.1
All'interno di tale area, la zona di produzione di più antica tradizione, a cui è riservato l'uso della specificazione aggiuntiva "Classico", comprende, in tutto o in parte, i comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano sul Garda e Cavaion Veronese.1
L'area occupa il settore veneto dell'anfiteatro morenico del lago di Garda, formato dai ghiacciai che modellarono il bacino gardesano. La Corvina Veronese è il classico vitigno autoctono della zona del Bardolino.4

Storia
Nell'807 un monastero veronese ricevette da re Pipino una chiesa a Bardolino e i terreni di sua pertinenza, presso cui esisteva una cantina destinata a deposito degli affitti in natura versati da chi coltivava le terre del monastero. Nell'893 un documento attesta la cessione a tale monastero di terre con olivi e vigne nei pressi della chiesa di San Severo da parte di re Berengario I.34
È nel XIX secolo che la produzione vinicola del Garda veronese incomincia a essere identificata esplicitamente con il nome di Bardolino. Già nel 1820 Giovanni Battista da Persico affermava che i Bardolino potevano prendere con l'età il colore del vino di Borgogna. Le prime analisi tecniche sui vini locali risalgono al 1873, a opera di Giovanni Del Sie. Nel 1897 Giuseppe Solitro, scrivendo dei vini del Garda, indicò quelli di Bardolino tra i più reputati della regione e scrisse che con questo nome correvano tutta l'Italia. In un volume pubblicato nel 1900, Giovanni Battista Perez individuò nel territorio del Bardolino tre aree: i contrafforti di Montebaldo, la regione morenica superiore o Gardense e i colli morenici inferiori del distretto nord di Villafranca.3
Nel 1926 fu costituito il primo Consorzio di difesa del vino tipico Bardolino, su base volontaria. Negli anni 40 e 50 bottiglie etichettate come Bardolino o Bardolino Extra furono esportate negli Stati Uniti.13
Il 28 maggio 1968 fu approvato il decreto del Presidente della Repubblica che istituì la denominazione di origine controllata del Bardolino, la cui zona di produzione comprendeva, in tutto o in parte, il territorio di sedici comuni della sponda veneta del lago di Garda e del suo entroterra. Nel 1969, un anno dopo, fu istituito il Consorzio di tutela del vino Bardolino DOC.1234
Nel 2001, con decreto ministeriale del 1 agosto, fu attribuita la denominazione di origine controllata e garantita per il Bardolino Superiore. Le prime bottiglie recanti l'etichetta e il contrassegno di Stato della DOCG furono presentate al mercato sul finire del 2002.1
Dal 2002 al 2005 il territorio del Bardolino fu oggetto di un progetto di zonazione viticola, nel quale vennero individuate più di sessanta diverse tipologie di suoli nell'area di produzione. Nel 2018 l'Assemblea dei Soci del Consorzio di tutela approvò la proposta di introdurre tre sottozone nel disciplinare del Bardolino.3
Dalla vendemmia 2011, per scelta del Consorzio, tutte le bottiglie di Bardolino e di Chiaretto di Bardolino recano obbligatoriamente sul collo la fascetta di Stato. Il Consorzio svolge inoltre attività tecniche nel settore fitosanitario, con il rilevamento periodico dei dati climatici mediante capannine meteorologiche attivo a partire dal 1982.2
Servizio
Il periodo di affinamento obbligatorio per il Bardolino Superiore è di almeno un anno a decorrere dal 1° novembre dell'annata di produzione. All'atto dell'immissione al consumo il vino deve presentare un titolo alcolometrico volumico totale minimo pari a 12,00% vol, un'acidità totale minima di 4,5 g/l e un estratto non riduttore minimo di 22,0 g/l.1
Denominazioni collegate
Zona di produzione
Comuni della zona
- Zona Classica, in tutto o in parte
- Resto della zona
- Affi
- Bardolino
- Cavaion Veronese
- Costermano sul Garda
- Garda
- Lazise
- Bussolengo
- Caprino Veronese
- Castelnuovo del Garda
- Pastrengo
- Peschiera del Garda
- Rivoli Veronese
- Sommacampagna
- Sona
- Torri del Benaco
- Valeggio sul Mincio
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Quando è nata la DOCG Bardolino Superiore?
La denominazione di origine controllata e garantita fu attribuita dal Ministero con decreto del 1 agosto 2001 ed è riservata ai vini già riconosciuti a denominazione di origine controllata con decreto del Presidente della Repubblica del 28 maggio 1968.
Quali vitigni si usano per il Bardolino Superiore?
Si utilizzano Corvina veronese dal 35 all'80%, che il Corvinone può sostituire fino al 20%, Rondinella dal 10 al 40% e Molinara fino al 15%; possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona, fino al 20% del totale, con un massimo del 10% per ogni singolo vitigno.
Quali sono i limiti colturali del vigneto?
Il numero minimo di ceppi di vite per ettaro è di 3.300 e la produzione massima di uva non deve superare 9 tonnellate per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Quali requisiti devono avere le uve e qual è la resa massima?
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,00% vol, e la resa massima di uva in vino non deve superare il 70%.
Cantine della denominazione
L'elenco delle cantine del Consorzio di tutela è nella voce Bardolino DOC.
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Fonti
- Disciplinare di produzione Bardolino Superiore DOCG (MASAF)
- Consorzio Tutela Vino Bardolino, Il consorzio
- Consorzio Tutela Vino Bardolino, Radici viticole del territorio
- Consorzio Tutela Vino Bardolino, Zona di produzione
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.