Recioto della Valpolicella DOCG
Il Recioto della Valpolicella è un vino DOCG, l'unico vino dolce prodotto in Valpolicella, ottenuto da uve fatte appassire; è considerato l'antenato dell'Amarone e il più antico dei vini della Valpolicella. Fu riconosciuto come DOC nel 1968 ed è oggi prodotto in diciannove comuni della provincia di Verona.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Recioto della Valpolicella
- Colore
- «rosso carico, talvolta con riflessi violacei eventualmente tendente al granato con l’invecchiamento»
- Odore
- «caratteristico, accentuato»
- Sapore
- «pieno, vellutato, caldo, delicato, dolce»
- Titolo alcolometrico minimo
- 12,00% vol
Art. 6
Recioto della Valpolicella spumante
- Colore
- «rosso carico talvolta con riflessi violacei»
- Odore
- «caratteristico, accentuato, intenso»
- Sapore
- «delicato, pieno, caldo, dolce»
- Titolo alcolometrico minimo
- 12,00% vol
Art. 6

Territorio
La zona di produzione del Recioto della Valpolicella include 19 comuni della provincia di Verona, comprendendo in tutto o in parte i territori di Marano di Valpolicella, Fumane, Negrar di Valpolicella, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara. Il territorio copre l'intera fascia pedemontana della provincia, estendendosi dal lago di Garda fino quasi al confine con la provincia di Vicenza.12
La zona è suddivisa in tre aree distinte: la zona Classica, la zona Valpantena e la zona DOC Valpolicella. La zona Classica, formata da cinque aree geografiche, comprende Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano di Valpolicella e Negrar di Valpolicella; è la zona delle uve per i vini con la menzione Classico.12
L'altitudine dei vigneti può arrivare sino ai 500 metri sul livello del mare e la media annua della piovosità oscilla fra gli 850 e i 1000 millimetri. Nel fondovalle il Recioto della Valpolicella presenta un'alcolicità contenuta e una colorazione delicata. Nella bassa e media collina, che non supera i 300 metri di altitudine e su suoli sabbioso-ghiaiosi e argillosi, si ottengono uve con buona dotazione zuccherina, un quadro acidico nella media e un'elevata dotazione di acido malico. I suoli calcarei delle porzioni meridionali e apicali delle dorsali offrono ottimi decorsi maturativi delle uve. I calcari marnosi (Biancone e Scaglia) delle pendici più alte danno ottimi accumuli zuccherini, sia come valori prevendemmiali sia alla raccolta.1

Storia
Il nome Recioto deriva dal termine dialettale «recia», cioè orecchia: solo la parte più alta e meglio esposta del grappolo, ritenuta più pregiata, poteva accedere al processo di appassimento.1
Nel quarto secolo S. Zeno, ottavo vescovo di Verona ed effigiato nel marchio del Recioto della Valpolicella Doc, convertiva la città al cristianesimo e comunicava agli agricoltori gli insegnamenti viticoli. Abati, vescovi e monaci furono i primi a interessarsi alla coltivazione e alla diffusione della vite, incluse le varietà utilizzate per produrre il Recioto della Valpolicella. Nei secoli nono e decimo la coltura della vite nel territorio veronese era già alquanto diffusa.1
Nel 1276 gli Statuti di Alberto I della Scala, detti Albertini, regolavano la vendita al dettaglio e il trasporto dell'uva e del vino in città; l'epoca della vendemmia veniva fissata di comune accordo ed era proibito vendemmiare prima del tempo stabilito. Nel diciannovesimo secolo la prima catalogazione ampelografica ufficializzava la Corvina quale cultivar tipica della Valpolicella.1
Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella è nato nel 1925. Il Recioto della Valpolicella è stato riconosciuto come DOC nel 1968. Il Consorzio lo indica come l'antenato dell'Amarone e il più antico dei vini della Valpolicella. Il controllo è affidato alla società Siquria, organismo autorizzato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.12
Numeri
Nel 2024 le bottiglie di Valpolicella DOC, Valpolicella Ripasso DOC e Amarone e Recioto della Valpolicella DOCG sono state 59 milioni; Amarone e Recioto, contati insieme, sono stati il 23%.2
Servizio
I vini devono essere immessi al consumo in tradizionali bottiglie di vetro aventi capacità non superiore a 15 litri. È inoltre obbligatorio riportare in etichetta l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.1
Denominazioni collegate
Zona di produzione
Comuni della zona
- Zona Classica, in tutto o in parte
- Resto della zona
- Fumane
- Marano di Valpolicella
- Negrar di Valpolicella
- San Pietro in Cariano
- Sant'Ambrogio di Valpolicella
- Cazzano di Tramigna
- Cerro Veronese
- Colognola ai Colli
- Dolcè
- Grezzana
- Illasi
- Lavagno
- Mezzane di Sotto
- Montecchia di Crosara
- Pescantina
- San Martino Buon Albergo
- San Mauro di Saline
- Tregnago
- Verona
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Che gradazione alcolica deve avere il Recioto della Valpolicella?
All'atto dell'immissione al consumo deve avere un titolo alcolometrico volumico effettivo minimo di 12,00% vol, con un residuo alcolometrico volumico potenziale minimo di 2,80% vol.
Da quali uve è prodotto il Recioto della Valpolicella?
Da Corvina Veronese (Cruina o Corvina) e/o Corvinone dal 45% al 95%, e da Rondinella dal 5% al 30%. Entro il 25% totale possono concorrere altri vitigni: quelli a bacca rossa non aromatici ammessi per la provincia di Verona arrivano al massimo al 15%, con non più del 10% per singolo vitigno, mentre i vitigni autoctoni italiani a bacca rossa coprono il restante 10%.
Quali tipologie prevede il disciplinare?
Il Recioto della Valpolicella, che può riportare anche i riferimenti «classico» e «Valpantena», e il Recioto della Valpolicella spumante, che può riportare anche il riferimento «Valpantena» e deve essere spumantizzato in stabilimenti situati nel territorio della Regione Veneto.
Come avviene l'appassimento delle uve?
Le uve sostano nei fruttai per tre-quattro mesi, finché perdono almeno la metà del loro peso; dopo l'appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 14% vol.
Quali rese prevede il disciplinare?
La resa massima di uva non deve superare 12 tonnellate per ettaro; con la cernita in vigneto si mette a riposo non più del 65% di questa produzione; la resa delle uve in vino finito non supera il 40%.
Quando si raccolgono le uve?
Tra la terza decade di settembre e la prima settimana di ottobre, con le uve giunte a piena maturità.
Abbinamenti
Ricette del blog di Vaigustando che indicano questa denominazione in abbinamento.
Crostata alla Confettura di Fragole Biologiche | Ricetta Italiana
Crostata di Confettura di Lamponi - Ricetta Tradizionale
Crostata alla Confettura di Frutti di Bosco Biologica | Ricetta
I vini di questa denominazione su VaiGustando
Cantine della denominazione
L'elenco delle cantine del Consorzio di tutela è nella voce Valpolicella DOC.
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Fonti
- Disciplinare di produzione Recioto della Valpolicella DOCG (MASAF)
- Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.
