Risotto ai Funghi Porcini — Ricetta Tradizionale

Risotto ai funghi porcini in un piatto fondo di ceramica chiara: riso cremoso con fette di porcino dorate, prezzemolo e Grana grattugiato, accanto a due porcini freschi interi su un tavolo di legno

Risotto ai funghi porcini freschi: funghi rosolati a parte fino alla crosta dorata, riso tostato e mantecatura con burro e Grana. Pronto in 50 minuti.

⏱️ Tempo: 50 min🍽️ Porzioni: 4 porzioni📊 Difficoltà: Media📍 Veneto🍚 Primo piatto🍂 autunno

Introduzione

Il risotto ai funghi porcini è il risotto dell'autunno di montagna e di collina, quello che nelle case del Nord Italia si prepara quando qualcuno torna dal bosco con il cestino pieno. Gli ingredienti sono pochi: porcini freschi, riso, brodo, burro e Grana, con uno scalogno e un filo di prezzemolo. Il fungo porta nel riso un sapore profondo, di nocciola e di terra, e la mantecatura lo lega in una crema lucida, all'onda. È un piatto semplice da descrivere e facile da sbagliare: il difetto tipico è un risotto grigio, con i funghi molli e bagnati e il profumo sparito nel brodo.

Il modo di evitarlo è lo stesso di ogni risotto con un ingrediente ricco d'acqua. I porcini si rosolano a parte, in padella larga, con olio, uno spicchio d'aglio e fuoco vivace, pochi alla volta, finché perdono l'acqua e prendono una crosta dorata. Nel risotto entrano in due momenti: una parte a metà cottura, perché dia sapore al riso, e il resto alla fine, perché si senta sotto i denti. Così il fungo resta fungo, e il riso prende il suo profumo senza lessarsi nell'acqua che i porcini avrebbero rilasciato nella casseruola.

Nel bicchiere mettiamo il Pinot Nero Veneto IGT Cru Pianezze di Marco Buvoli, un rosso dei Colli Vicentini dal tannino setoso e dai profumi di frutti rossi, erbe selvatiche e spezie, che parla la stessa lingua di sottobosco del porcino. Per rosolare i funghi usiamo l'Olio Extravergine Veneto del Grappa DOP di Oro de Pòe.

Storia del Risotto ai Funghi Porcini

I porcini si raccolgono nei boschi delle Alpi e degli Appennini da sempre, ma per secoli sono stati soprattutto un cibo di montagna, consumato dove nasceva. Si mangiavano trifolati con la polenta, e quelli che non si mangiavano subito si tagliavano a fette e si facevano seccare al sole o vicino al fuoco, per avere il profumo del bosco anche in inverno. È grazie al fungo secco che il porcino è sceso in pianura e in città: leggero, facile da conservare e da trasportare, si vendeva nei mercati e finiva nei sughi, nelle minestre e nei ripieni.

Il risotto ai funghi nasce dall'incontro di questo ingrediente con il riso della pianura padana, che fra Lombardia, Piemonte e Veneto si coltiva dal Quattrocento. Non ha un luogo né una data di nascita: è un piatto di casa, che ogni valle fa a modo suo. Nel Veneto delle colline e dell'Altopiano di Asiago si usano i porcini dei boschi vicini, freschi in autunno e secchi nel resto dell'anno, e si manteca con burro e Grana; in Lombardia e in Piemonte c'è chi aggiunge un cucchiaio di panna o sostituisce il Grana con un formaggio d'alpeggio. La ricetta che proponiamo è quella con i porcini freschi di stagione, che non ha bisogno d'altro.

Ingredienti

Per i funghi

Per il risotto

  • riso Carnaroli o Vialone Nano320 g
  • scalogno tritato finissimo40 g
  • burro per il soffritto20 g
  • vino bianco secco100 ml
  • brodo vegetale caldo1200 ml

Per la mantecatura

  • burro freddo di frigorifero40 g
  • Grana Padano grattugiato60 g
  • pepe nero macinato al momentoq.b.

Valori Nutrizionali per Porzione

555
Calorie (kcal)
67 g
Carboidrati
15 g
Proteine
25 g
Grassi
3 g
Fibre

Valori calcolati dagli ingredienti della ricetta con le tabelle di composizione CREA, e dalle etichette dei nostri prodotti dove ci sono. Sono una stima per porzione, non un'analisi di laboratorio.

Attrezzature Necessarie

  • Casseruola larga e bassa dal fondo spesso
  • Padella larga per i funghi
  • Pentola per tenere il brodo caldo
  • Spazzolino morbido e panno umido per pulire i porcini
  • Mestolo e cucchiaio di legno
  • Coltellino e tagliere
  • Grattugia a fori fini

Consiglio: I porcini freschi non si lavano sotto l'acqua: assorbono come una spugna, e un fungo bagnato in padella lessa invece di rosolare. Si raschia la base del gambo con un coltellino, si toglie la terra con uno spazzolino morbido e si passa il cappello con un panno appena umido. Se la parte spugnosa sotto il cappello è molle o verdastra, si stacca e si scarta. Per rosolarli serve una padella larga: i funghi devono stare in un solo strato, o fanno acqua e non si dorano.

Come Preparare Risotto ai Funghi Porcini — Ricetta Tradizionale

Risotto ai Funghi Porcini — Ricetta Tradizionale: la ricetta illustrata in 4 passi

1

I porcini

Taglia i porcini puliti a fette di mezzo centimetro, tenendo da parte le fette più belle dei cappelli. Scalda l'olio in padella con lo spicchio d'aglio in camicia, aggiungi i funghi in un solo strato, in due volte se la padella non basta, e rosolali a fuoco vivace per 5-6 minuti senza mescolare troppo, finché sono dorati sui due lati. Sala solo alla fine, togli l'aglio e spolvera con il prezzemolo. Tieni da parte un terzo dei funghi, i più belli. Intanto porta il brodo a sfiorare il bollore.

Consiglio dello chef: Il sale va messo a fine cottura: salati subito, i porcini tirano fuori la loro acqua e invece di rosolare bollono nel proprio liquido, diventando molli e grigi.

2

La tostatura

Nella casseruola sciogli i 20 g di burro e fai appassire lo scalogno a fuoco dolce per quattro o cinque minuti, senza farlo colorire. Alza la fiamma, versa il riso e tostalo due o tre minuti mescolando, finché i chicchi sono caldi al tatto e traslucidi ai bordi. Sfuma con il vino bianco e lascialo evaporare del tutto, mescolando.

Consiglio dello chef: Lo scalogno è più delicato della cipolla e non copre il profumo dei funghi. Se brucia anche solo un poco porta un amaro che il porcino amplifica: meglio ricominciare il soffritto.

3

La cottura

Aggiungi il brodo caldo un mestolo alla volta, aspettando ogni volta che venga quasi assorbito, e mescola senza accanimento. Dopo otto minuti unisci i due terzi dei porcini, con il loro fondo di cottura, e continua con il brodo. Il Carnaroli vuole in tutto 16-18 minuti dal primo mestolo, il Vialone Nano 15-16: assaggia dal quattordicesimo minuto, il chicco deve restare appena al dente.

Consiglio dello chef: Tieni il risotto un po' più liquido di come lo vorresti nel piatto: durante la mantecatura e il riposo il riso continua ad assorbire.

4

La mantecatura

Spegni il fuoco e aspetta un minuto. Unisci il burro freddo a cubetti e il Grana grattugiato e mescola con energia, o scuoti la casseruola avanti e indietro, finché il risotto diventa lucido e cremoso. Assaggia, regola di sale e pepe, copri e lascia riposare due minuti. Servilo all'onda, con sopra le fette di porcino tenute da parte e una macinata di pepe.

Consiglio dello chef: Le fette tenute da parte vanno scaldate un attimo nella padella dei funghi prima di servire: restano croccanti fuori e morbide dentro, e nel piatto si riconosce il porcino intero.

Vino da abbinare al Risotto ai Funghi Porcini

Il risotto ai funghi porcini è uno dei pochi risotti che chiedono un vino rosso, e la ragione sta nel fungo. Il porcino porta nel riso un sapore profondo, di bosco e di terra, che i cuochi chiamano umami: è la stessa sapidità rotonda del brodo di carne e del formaggio stagionato. Intorno ci sono il burro e il Grana della mantecatura, che aggiungono grasso, e l'acqua dei porcini secchi, se si usano, che concentra ancora il profumo. Dolcezza quasi niente: è questo a distinguerlo dal risotto alla zucca e a lasciare la porta aperta al tannino. Le regole sono allora tre. Il vino deve avere un profumo della stessa famiglia del fungo, o il piatto lo copre. Deve avere acidità, per staccare dal palato il burro della mantecatura. E il tannino deve essere fine, perché su un riso cremoso un tannino ruvido diventa asciutto e amaro. Il rosso che risponde a tutte e tre le domande è il Pinot Nero; se si preferisce un bianco, serve un bianco con corpo e una nota di lievito, che stia alla pari con la mantecatura.

Vino Rosso Consigliato

Pinot Nero Veneto IGT Cru Pianezze — Buvoli — Il **Pinot Nero Cru Pianezze di Marco Buvoli** viene da un vigneto sui Colli Vicentini, su suoli argillosi e calcarei a circa 280 metri, coltivato in biodinamica e vendemmiato a mano. Sul risotto ai porcini è l'abbinamento della somiglianza. Al naso la scheda segna piccoli frutti rossi e neri, erbe selvatiche, spezie scure e una punta di caffè tostato: è un profumo di sottobosco, e il porcino è sottobosco. Il fungo e il vino parlano la stessa lingua, e nessuno dei due copre l'altro. Il secondo strumento è il tannino. Quindici mesi in tonneaux di rovere francese e oltre tre anni di bottiglia lo hanno reso setoso, e un tannino setoso sul riso cremoso non asciuga la bocca: la pulisce dal burro e dal Grana, insieme all'acidità tipica del vitigno. Il limite va detto: è un rosso pieno e corposo, e su un risotto mantecato con poco formaggio, o con funghi piccoli e poco profumati, il vino rischia di stare un passo avanti al piatto. Funziona meglio quando i porcini sono rosolati bene, fino a prendere colore: la crosta dorata alza l'intensità del piatto e chiama il tostato del vino. Con 13% vol, servitelo a 16-18 °C, in un calice ampio, aprendo la bottiglia mezz'ora prima.

Vuoi approfondire il vitigno? la nostra guida al Pinot Nero

Se Preferisci un Vino Bianco

Chardonnay Veneto I.G.T. — Italo Cescon — Se il Pinot Nero risponde al fungo, lo **Chardonnay Veneto I.G.T. di Italo Cescon** risponde alla mantecatura, ed è la strada per chi a tavola non vuole un rosso. Viene dai terreni argillosi lungo il Piave, nel Trevigiano, e affina quattro mesi sulle fecce nobili in acciaio: da lì arriva la nota di crosta di pane che la scheda segna accanto alla mela e alla banana. È quella nota di lievito a legare il vino al piatto, perché sta vicino al burro e al Grana, mentre la sapidità e la freschezza staccano il grasso dal palato a ogni forchettata. Lo stesso produttore lo consiglia sui tortelli burro e salvia, e un risotto mantecato è parente stretto di quel piatto. Il limite è nel profumo: lo Chardonnay di Cescon è un bianco giovane e fruttato, senza legno, e il sapore di bosco del porcino lo accompagna ma non lo raccoglie come fa il Pinot Nero. Rende meglio quando i funghi sono rosolati appena e la mantecatura è generosa. Servitelo a 8-10 °C: la scheda dice 7-8, ma su un risotto caldo e grasso un grado o due in più lasciano uscire il frutto.

Birra Artigianale in Alternativa

Reckless Bock Beer — Norah's Farm — Una birra scura sul risotto ai porcini funziona per la stessa ragione per cui funziona un rosso: il malto tostato ha il profumo di una cosa cotta a lungo, come il fungo secco. La **Reckless Bock di Norah's Farm** è una Dunkel Bock a bassa fermentazione, prodotta nella Pedemontana Veneta, color rame carico, con note di caramello e frutta secca. La frutta secca e la tostatura raccolgono il sapore di terra e di nocciola del porcino, e il corpo pieno di un doppio malto tiene il passo della mantecatura senza sparire. L'amaro, che il produttore segna basso, sostiene il malto senza scontrarsi con il formaggio, e la carbonatazione porta via il burro dal palato a ogni sorso. Il limite è la dolcezza del finale: su un risotto poco salato il malto può sembrare stucchevole, quindi è una birra che chiede un piatto ben sapido e un Grana generoso. Con 7% vol è più forte di una birra da pasto: servitela a 8-10 °C, non gelata, perché il freddo spegne proprio le note tostate.

Vuoi approfondire lo stile? le birre scure e Bock

Varianti

  • Con i porcini secchi, fuori stagione: si mettono in ammollo 30 g di porcini secchi in 300 ml di acqua tiepida per mezz'ora, si strizzano, si tritano grossolanamente e si uniscono al soffritto prima del riso. L'acqua d'ammollo, filtrata con un colino e un foglio di carta da cucina per togliere la terra, si aggiunge al brodo. Il sapore è più concentrato e più scuro, meno fresco: è il risotto ai funghi delle città e dell'inverno.
  • Freschi e secchi insieme: anche nella stagione dei porcini freschi, 10 g di porcini secchi ammollati e la loro acqua filtrata nel brodo rinforzano il profumo, soprattutto quando i funghi freschi sono piccoli o poco aromatici.
  • Con il timo al posto del prezzemolo: qualche fogliolina di timo nella padella dei funghi dà un profumo più resinoso, di montagna. Il prezzemolo resta la scelta più neutra, che lascia parlare il fungo.
  • Con un formaggio di montagna: metà del Grana si può sostituire con un Asiago stagionato o un Monte Veronese grattugiato, che portano una sapidità più lattica e un filo d'amaro, vicini al fungo.

Domande Frequenti

Meglio i porcini freschi o secchi per il risotto?

Sono due risotti diversi, tutti e due buoni. I **porcini freschi**, in stagione fra fine estate e autunno, danno un sapore delicato e una consistenza carnosa, e si riconoscono nel piatto. I **porcini secchi** hanno un profumo più intenso e scuro, quasi di carne, ma la consistenza si perde. Fuori stagione si usano i secchi, 30 g per quattro persone; in stagione si usano i freschi, e chi vuole un profumo più deciso aggiunge 10 g di secchi ammollati.

Si possono usare i porcini surgelati?

Sì, ed è una buona soluzione fuori stagione. Vanno messi in padella ancora congelati, senza scongelarli prima, a fuoco vivace e in un solo strato, finché l'acqua che rilasciano è evaporata del tutto e cominciano a dorarsi. Scongelati a temperatura ambiente diventano molli e perdono il liquido, e con lui parte del sapore.

Perché i funghi si cuociono a parte?

Perché i porcini contengono molta acqua. Se si mettono crudi nel soffritto insieme al riso, quell'acqua finisce nella casseruola, il riso non tosta e i funghi lessano invece di rosolare: il risotto viene grigio e il fungo perde sapore. Rosolati a parte, a fuoco vivace, i porcini perdono l'acqua e prendono una crosta dorata che porta nel riso un sapore tostato, di nocciola.

Si può aggiungere la panna al risotto ai funghi?

Si può, ma non serve. La cremosità del risotto viene dall'amido del riso e dalla mantecatura con burro freddo e Grana: un cucchiaio di panna la rende più pesante e copre il profumo del porcino, che è delicato. Se il risotto non viene cremoso, di solito il riso è stato mescolato poco o il brodo è stato aggiunto tutto insieme.

Che vino si abbina al risotto ai funghi porcini?

È uno dei pochi risotti che stanno bene con un rosso, purché abbia un tannino fine. Il **Pinot Nero** è la scelta classica: profumi di frutti rossi e sottobosco, tannino setoso e acidità che pulisce la bocca dal burro. Chi preferisce un bianco scelga uno **Chardonnay** con corpo e una nota di crosta di pane, che sta alla pari con la mantecatura. In alternativa, una birra scura in stile Bock, con note di malto tostato e frutta secca.

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