Recioto di Soave D.O.C.G.  -  Tenuta Trabucchi - vaigustando

Recioto di Soave D.O.C.G.

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Recioto di Soave D.O.C.G.  -  Tenuta Trabucchi - vaigustando

Recioto di Soave D.O.C.G.

Prodotto in Veneto
DOCG
Prodotto da Agricoltura Biologica
E' Vietata la vendita di prodotti alcolici ai minori di anni 18
Disponibile
$50.00 Prezzo unitario $100.00/l
Imposte incluse. Spese di spedizione calcolate al check-out.
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Il Prodotto in Breve:

✓ Annata 2007 – Garganega in purezza

✓ Appassimento naturale fino a febbraio (calo 70–75%)

✓ Affinamento in botti di rovere francese

✓ Profumi di albicocca secca, miele, pepe bianco, mandorla, caramello

✓ Cremoso, dolce, minerale e di lunghissima persistenza

✓ Ideale con pasticceria secca, formaggi erborinati e dessert alla frutta

Il Recioto di Soave DOCG 2007 di Tenuta Trabucchi è un vino dolce di straordinaria complessità, simbolo della tradizione enologica della Val d’Illasi. Si ottiene da uve Garganega in purezza provenienti dal vigneto storico di Fondo Galante, situato a circa 200 metri di altitudine. Le viti sono coltivate con i sistemi della Pergola Veronese, Spalliera e Spalliera con potatura Guyot, per garantire maturazioni equilibrate e qualità costante. La raccolta avviene manualmente dalla seconda metà di settembre, selezionando solo i grappoli migliori. Le uve vengono poi poste ad appassire nei fruttai fino a febbraio, perdendo tra il 70% e il 75% del loro peso naturale.

Questo processo concentra zuccheri, aromi e struttura, preparando il mosto alla fermentazione e al successivo affinamento in botti di rovere francese, dove il vino evolve lentamente acquisendo cremosità, eleganza e profondità aromatica. Nel calice si presenta giallo oro con riflessi ramati. Il naso è ricco e avvolgente, con note di albicocca secca, miele, pepe bianco, guscio di mandorla e caramello, che ritornano puntuali anche al palato. Il sorso è dolce ma bilanciato da mineralità e sapidità ben dosate: una tessitura cremosa, lunga persistenza aromatica e un finale inconfondibile di caramello bruciato che armonizza la dolcezza naturale del vino. Una delle espressioni più raffinate del Recioto di Soave.

Scheda Prodotto:

Denominazione: Recioto di Soave DOCG.

Annata: 2007.

Vitigno: Garganega 100%.

Zona di produzione: Comuni della denominazione Recioto di Soave DOC (VR); vigneti di Fondo Galante.

Altitudine vigneti: Circa 200 m s.l.m.

Caratteristiche terreni: Suoli vocati della Val d’Illasi; coltivazione con Pergola Veronese, Spalliera e Guyot.

Note organolettiche: Colore giallo oro con riflessi ramati. Profumi intensi di albicocca secca, miele, pepe bianco, guscio di mandorla e caramello. In bocca dolce, cremoso, minerale, sapido, con lunga persistenza aromatica e finale di caramello bruciato.

Gradazione alcolica: 13,5% vol.

Note di vinificazione: Appassimento naturale fino a febbraio (calo del 70–75%); fermentazione e affinamento in rovere francese.

Periodo di vendemmia: Dalla seconda metà di settembre, raccolta manuale.

Temperatura di servizio: 14–15°C.

Abbinamenti: Pasticceria secca, crostate alla frutta, formaggi erborinati, foie gras e dessert a base di frutta gialla.

Filosofia: Rispetto della tradizione del Recioto, massima selezione delle uve e appassimento naturale per un’espressione autentica della Garganega.

Allergeni: Contiene solfiti.

Il Territorio

Dalle terre vulcaniche del Soave alle colline calcaree dei Berici, un viaggio tra Verona e Vicenza alla scoperta di due territori che raccontano anime diverse e complementari del vino veneto.

A est di Verona, il Soave si distende sulle colline che accompagnano la pianura verso i rilievi della Lessinia. Più a est, nel territorio vicentino, emergono i Colli Berici, un sistema collinare dalla forte identità geologica e paesaggistica. Due territori distinti, accomunati da una storia viticola antica e da un rapporto con la terra che ancora oggi determina il carattere dei loro vini. Qui la vite non è semplicemente una coltura. È parte del paesaggio, della storia delle famiglie e dell'identità dei paesi. Filari, muretti, corti rurali, ville, castelli e piccoli borghi raccontano una civiltà agricola costruita nel corso dei secoli, nella quale il vino è diventato uno dei modi più autentici per interpretare il territorio.

Soave: la terra dei vulcani e della Garganega

Il Soave è uno dei territori storici del vino italiano. Il suo cuore si trova sulle colline orientali della provincia di Verona, intorno ai comuni di Soave e Monteforte d'Alpone, dove la vite occupa pendii e dorsali modellati da un'origine geologica straordinariamente complessa. Il borgo medievale di Soave, dominato dal suo castello e ancora racchiuso dalle antiche mura, è l'immagine più conosciuta di questo territorio. Ma per comprenderne davvero i vini bisogna salire sulle colline, seguendo le strade che attraversano vigneti, contrade e piccoli nuclei rurali fino a Monteforte d'Alpone.

È qui che emerge uno degli elementi più affascinanti del Soave: la sua origine vulcanica. Milioni di anni fa questa parte del Veneto fu interessata da un'intensa attività vulcanica. Basalti, rocce laviche e tufi affiorano ancora oggi in molte delle colline orientali della denominazione, alternandosi a zone di matrice calcarea. È una diversità geologica che si riflette direttamente nei vini, dando vita a interpretazioni differenti anche a poca distanza l'una dall'altra.

Su queste terre la Garganega ha trovato nei secoli il proprio habitat naturale. Vitigno antico e profondamente legato al territorio veronese, la Garganega possiede una naturale capacità di interpretare il luogo in cui cresce. Nei migliori vigneti collinari del Soave sa unire maturità del frutto, freschezza, tensione e una componente sapida e minerale che diventa progressivamente più evidente con il tempo. Accanto alla Garganega trova spazio il Trebbiano di Soave, presenza storica capace di contribuire con freschezza e precisione al profilo dei vini.

Il Soave Classico identifica il nucleo storico della denominazione, sulle colline di Soave e Monteforte d'Alpone. È un paesaggio costruito nel tempo, dove in molti punti la viticoltura si sviluppa su pendii importanti e il lavoro dell'uomo ha seguito la morfologia naturale delle colline anziché modificarla. Qui altitudine, esposizione, ventilazione e natura dei suoli cambiano da una contrada all'altra. È proprio questa frammentazione a rendere il Soave un territorio sorprendentemente articolato: non un unico vino, ma molte interpretazioni della Garganega e della collina veronese.

Nei vini più giovani prevalgono freschezza, fiori, frutto e immediatezza. Nei Soave provenienti dai vigneti più vocati e lasciati evolvere, il tempo porta invece alla luce una dimensione più profonda: note di erbe, agrumi maturi, frutta gialla, pietra e sfumature minerali si intrecciano in vini capaci di acquistare complessità anche dopo diversi anni. È forse proprio il tempo uno degli strumenti migliori per comprendere il grande Soave: vini apparentemente delicati da giovani possono rivelare, con l'evoluzione, una profondità e una longevità sorprendenti.

Colli Berici: pietra, sole e grandi rossi

Lasciando il Veronese e spostandosi verso Vicenza, il paesaggio cambia. I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline. Il profilo è più morbido, il clima generalmente più caldo e la vegetazione mediterranea convive con boschi, ulivi e vigneti. Ville venete, piccoli borghi e antiche corti rurali testimoniano una storia nella quale agricoltura e cultura hanno modellato insieme il paesaggio.

Anche qui è la geologia a definire profondamente l'identità del vino. I Colli Berici hanno una prevalente matrice calcarea e sedimentaria, derivata da antichi fondali marini, alla quale si affiancano in alcune aree testimonianze di attività vulcanica. Rocce calcaree, argille e terreni ricchi di scheletro creano condizioni particolarmente favorevoli alla vite, mentre l'esposizione delle colline e il clima relativamente mite permettono maturazioni complete e regolari.

Se il Soave trova la propria voce più riconoscibile nella Garganega, i Colli Berici mostrano invece una spiccata vocazione per i vini rossi. Il vitigno simbolo è la Tai Rosso, varietà storicamente radicata soprattutto nell'area di Barbarano e dei Berici meridionali. È un'uva capace di dare vini fragranti, speziati e di grande bevibilità, nei quali il frutto incontra spesso note di erbe mediterranee e una trama delicatamente sapida.

Accanto alla Tai Rosso, i Colli Berici hanno dimostrato nel tempo una particolare affinità con varietà come Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il clima, le esposizioni e i terreni calcareo-argillosi permettono a queste uve di raggiungere maturazioni profonde mantenendo equilibrio, dando origine a vini capaci di coniugare struttura, eleganza e longevità. Anche il Carmenère, a lungo confuso nei vigneti con il Cabernet Franc, ha trovato nei Colli Berici una delle sue espressioni italiane più interessanti.

Due territori, due modi di raccontare il Veneto

Soave e Colli Berici sono separati da pochi chilometri di pianura, ma raccontano due anime profondamente diverse della viticoltura veneta. Nel Soave dominano la Garganega, le antiche terre vulcaniche, l'altitudine e la tensione dei grandi bianchi. Nei Colli Berici il paesaggio diventa più caldo e mediterraneo, il calcare assume un ruolo centrale e sono soprattutto i rossi a trovare profondità e carattere.

Da una parte le colline di Monteforte d'Alpone e Soave, con le loro contrade e i vigneti che affondano le radici in antiche rocce vulcaniche. Dall'altra le alture vicentine, dove calcare, argilla, boschi e vigne accompagnano lo sguardo verso la pianura. A unirli è una cultura agricola antica, fatta di famiglie, vigneti tramandati, osservazione delle stagioni e conoscenza dei singoli appezzamenti.

Oggi questi territori stanno vivendo una nuova stagione. Sempre più produttori lavorano per riportare al centro vigneto, biodiversità, identità dei suoli e riconoscibilità delle singole zone, cercando nei vini non soltanto qualità, ma una relazione sempre più precisa con il luogo da cui provengono. Perché il valore più profondo di questi territori non sta semplicemente nella loro capacità di produrre grandi vini. Sta nella possibilità di riconoscere, dentro un bicchiere, la collina da cui quel vino proviene.

Il basalto e la Garganega del Soave. Il calcare, il sole e i rossi dei Colli Berici. Due paesaggi, due identità, due modi diversi di raccontare attraverso il vino la straordinaria varietà del Veneto.

Il Produttore

Trabucchi è una cantina storica della Val d’Illasi, nel versante orientale della Valpolicella, una zona che negli anni ha dimostrato di poter esprimere vini di grande finezza e longevità. La tenuta nasce con una forte vocazione agricola e con un rispetto profondo per la terra e per i suoi equilibri naturali: un modo di lavorare che privilegia la qualità, l’attenzione al vigneto e la cura quotidiana del dettaglio. Vigne curate, colline ventilate, suoli calcarei e basaltici: è da qui che parte l’identità dei vini Trabucchi, pensati per raccontare il territorio più che per inseguire le mode. Oggi la cantina e la splendida tenuta sono di proprietà della società Dal Forno Bros., che ha scelto di valorizzare questo luogo mantenendone la riconoscibilità e, al tempo stesso, inserendolo in un progetto familiare più ampio.

Con l’arrivo della nuova gestione sono iniziati importanti interventi di ristrutturazione e ammodernamento: lavori mirati nei vigneti per preservare la vitalità dei suoli e la salute delle piante, investimenti in cantina con l’introduzione delle più avanzate tecnologie di vinificazione e controllo delle fermentazioni, nuove aree di affinamento e un generale innalzamento degli standard qualitativi. Dal Forno Bros. detiene e commercializza due marchi distinti: Trabucchi, che rappresenta la continuità con la storia della tenuta d’Illasi e con lo stile elegante della Valpolicella orientale, e Comaroto, novità assoluta nel panorama dei vini di qualità e di lusso, la cui prima annata – la 2021 – sarà disponibile solo dal 2026.

La conduzione è affidata a Michele e Luca, figli di Romano Dal Forno, cresciuti dentro l’esperienza e la cultura di una delle famiglie che più hanno contribuito a dare prestigio internazionale all’Amarone e alla Val d’Illasi. Il loro intervento non snatura Trabucchi: lo rafforza. Portano metodo, rigore nella selezione delle uve, sensibilità per i tempi di affinamento e una visione chiara sul posizionamento: il vino deve essere riconoscibile, territoriale, pulito, capace di invecchiare. È quella scuola che ha dimostrato, negli anni, che anche fuori dalla zona classica si possono produrre Valpolicella e Amarone di altissimo livello, a patto di lavorare con selezione estrema, appassimento controllato e tempi di cantina adeguati. Dentro questo quadro, Trabucchi resta il volto “storico” della tenuta d’Illasi: Valpolicella di finezza, Amarone dalla trama elegante, Recioto di grande misura aromatica, tutti figli di vigneti coltivati con rispetto, precisione e un approccio agricolo che mette la terra al centro. Comaroto, invece, è il progetto che guarda più avanti: un nome che richiama le radici familiari e che arriverà sul mercato solo quando avrà completato il suo percorso di maturazione. Così la Tenuta Trabucchi entra nella nuova fase: stessa valle, stessa vocazione, ma con alle spalle la struttura e il know-how di Dal Forno Bros., e con l’obiettivo di far parlare la Val d’Illasi non solo per la sua storia agricola, ma per la sua capacità di produrre vini di rango.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

Il reso dei prodotti è possibile fino a 14 giorni dal ricevimento della merce. Maggiori informazioni sulle modalità nella pagina Diritto di Recesso

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