Arcole DOC
Arcole è una denominazione di origine controllata (DOC) che comprende vini bianchi, rossi e rosati, anche con il nome di un vitigno, prodotti nelle province di Verona e Vicenza. Il disciplinare di produzione è stato approvato il 4 settembre 2000. La denominazione prende il nome dal comune di Arcole, situato al centro del comprensorio di produzione.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Arcole Garganega
- Colore
- «giallo paglierino»
- Odore
- «fine caratteristico, elegante»
- Sapore
- «asciutto, talvolta morbido e fine»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11% vol (totale)
Art. 6
Arcole Pinot grigio
- Colore
- «da giallo paglierino ad ambrato talvolta con riflessi ramati o rosati»
- Odore
- «delicato, caratteristico, fruttato»
- Sapore
- «asciutto, armonico, caratteristico»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11% vol (totale), 11,5% vol nel superiore
Art. 6
Arcole Merlot
- Colore
- «rosso rubino se giovane, tendente al granato se invecchiato»
- Odore
- «piuttosto intenso, caratteristico»
- Sapore
- «asciutto, leggermente amarognolo»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11,5% vol (totale), 12% vol nella riserva
Art. 6

Territorio
La zona di produzione dei vini Arcole comprende, in provincia di Verona, l'intero territorio amministrativo dei comuni di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d'Adige, Zimella, Veronella, Zevio e Belfiore, e parzialmente quello dei comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana e San Martino Buon Albergo; in provincia di Vicenza comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano, oltre all'intero territorio del comune di Roveredo di Guà. L'elaborazione dei vini spumanti e frizzanti deve avvenire solo all'interno del territorio della regione Veneto.1
Il territorio si presenta uniformemente pianeggiante nella parte sud-occidentale, secondo i caratteri tipici di una pianura alluvionale, mentre la zona collinare inizia con il rilievo Motta a San Bonifacio e, a oriente, con una parte dei Colli Berici.1
L'area presenta un clima relativamente omogeneo di tipo continentale, con estati molto calde e afose e inverni rigidi e nebbiosi.1
I terreni devono presentare composizione argillosa, argilloso-sabbiosa o sabbiosa; sono esclusi quelli di natura torbosa, limosa o eccessivamente umidi e fertili. Nella parte di pianura vocata a vigna i terreni sono di natura prevalentemente sabbioso-argillosa, composti soprattutto da depositi sabbiosi e, in misura minore, ghiaiosi; localmente i depositi sabbiosi contengono percentuali variabili di limo.1
La morfologia del suolo è attribuita principalmente ai fenomeni di erosione e sedimentazione legati al fiume Adige e, secondariamente, ai corsi d'acqua locali. Nell'area vicentina il fiume Frassine avrebbe depositato, sopra i terreni di origine quaternaria formati dal ghiacciaio Adige-Sarca, uno strato di terreno alluvionale di colore rosso-scuro, derivante dal dilavamento di rocce tra cui dolomie marnose, basalti, porfidi e calcari gessosi.1

Storia
La denominazione prende il nome dal comune di Arcole, che si trova al centro del comprensorio di produzione ed è legato storicamente alle campagne napoleoniche che hanno segnato la vita di questa zona.1
Un riferimento storico del territorio è il ponte sul torrente Alpone, con l'obelisco commemorativo del confronto tra gli eserciti francesi e austriaci avvenuto tra il 15 e il 17 novembre 1796.1
La diffusione della vite in questa zona ha più di 2000 anni, favorita anche dalle due vie di comunicazione che rendevano l'area appetibile alla colonizzazione romana, l'Adige come via fluviale e la Porcilana come via stradale; la coltivazione conobbe poi nuovo vigore nel Medioevo.1
La zona dell'Arcole veniva indicata con il toponimo di Fiumenovo, che si identifica con gran parte della piattaforma alluvionale dove un tempo erano diffusi boschi e sterpaglie insieme a laghetti.1
Negli inventari delle proprietà e nei documenti di donazione e di affitto compaiono riferimenti al vino e alla sua produzione, sviluppata dalla rete di abbazie quali San Pietro di Villanova e Lepia.1
Le viti furono tenute in grande considerazione anche dalla Repubblica di Venezia: il Colognese, compreso nella zona dell'Arcole, forniva in abbondanza vino, granaglie e canapa alla città lagunare.1
La DOC Arcole è stata riconosciuta nel 2000 con il D.M. del 4 settembre 2000, che ne approvava il disciplinare. Il disciplinare è stato poi modificato più volte, tra l'altro con D.M. del 3 luglio 2023. Il Consorzio di Tutela è nato l'8 febbraio 2001. L'organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è la Società Siquria.1
Servizio
I vini delle tipologie Arcole Nero e Arcole Passito non possono essere immessi al consumo prima del 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia.1
I vini Arcole rosso, Merlot e Nero, se sottoposti a un periodo di invecchiamento di almeno due anni, possono portare in etichetta la qualificazione aggiuntiva di Riserva; il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve.1
Il vino Arcole deve essere immesso al consumo nelle tradizionali bottiglie di vetro fino a 12 litri, chiuse con tappo raso bocca, vite a vestizione lunga e vetro a T; la versione spumante deve essere immessa al consumo solo nelle tradizionali bottiglie di vetro fino a 9 litri.1
Zona di produzione
Comuni della zona
- Albaredo d'Adige
- Alonte
- Arcole
- Belfiore
- Caldiero
- Cologna Veneta
- Colognola ai Colli
- Lavagno
- Lonigo
- Monteforte d'Alpone
- Orgiano
- Pressana
- Roveredo di Guà
- San Bonifacio
- San Martino Buon Albergo
- Sarego
- Soave
- Sossano
- Veronella
- Zevio
- Zimella
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Quali tipologie di vino comprende la denominazione Arcole?
La denominazione comprende Arcole bianco (anche nelle versioni passito, frizzante e spumante), rosso, rosato (anche frizzante), Pinot grigio (anche rosato, anche con la menzione superiore), Garganega, Chardonnay (anche frizzante), Merlot e nero.
Da dove deriva il nome della denominazione Arcole?
Il nome deriva dal comune di Arcole, situato al centro del comprensorio di produzione.
Quando è stato approvato il disciplinare della DOC Arcole?
Il disciplinare è stato approvato con D.M. del 4 settembre 2000 e poi modificato più volte, tra l'altro con D.M. del 3 luglio 2023.
In quali province si trova la zona di produzione dell'Arcole?
La zona di produzione comprende comuni della provincia di Verona, in tutto o in parte, e comuni della provincia di Vicenza.
Quando possono essere immessi al consumo i vini Arcole Nero e Arcole Passito?
Non possono essere immessi al consumo prima del 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia.
Cosa indica la menzione Riserva per l'Arcole?
La menzione riserva è riservata alle tipologie Arcole rosso, Merlot e Nero, qualora vengano sottoposte a un periodo di invecchiamento di almeno due anni.
Cantine della denominazione
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Fonti
- Disciplinare di produzione Arcole DOC (MASAF)
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 10/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.